CityPorto “Ultimo Miglio” Brescia – La mobilità delle merci nelle aree urbane

E’ un servizio attivo di consegna delle merci in ambito urbano mediante l’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale (a metano e/o elettrico),che raggruppa le consegne dei diversi operatori del trasporto, diminuendo contestualmente il traffico dei veicoli per il trasporto merci.

Adeguatamente regolato, il sistema logistico e distributivo può costituire uno dei maggiori fattori di successo e di competitività per il sistema città nel suo complesso
Negli ultimi anni la distribuzione urbana sta aumentando notevolmente il proprio peso sul complesso sistema ambientale, economico e sociale delle città, ad oggi, sebbene la logistica urbana rappresenti una quota relativamente ridotta del traffico urbano, essa riveste un ruolo importante nella generazione degli impatti negativi legati al trasporto, soprattutto a causa dell’inefficienza del sistema. Infatti, nonostante la percentuale di veicoli merci rispetto al totale dei veicoli circolanti in ambito urbano non sia così elevata (10% – 12%), alcune indagini europee mostrano che la quota di emissioni nocive riconducibili al traffico merci costituisce il 20% – 30% del totale.
Ciò si spiega considerando che i veicoli merci che viaggiano nelle aree urbane sono spesso costretti a frequenti fermate e ripartenze, a numerose soste e anche a consegne non a pieno carico. Stando ai dati attualmente l’87% dei veicoli circolanti per la distribuzione urbana appartiene alla categoria del “conto proprio” (padroncini), mentre il 66% viaggia con un carico inferiore al 25% della capacità totale.
Fra i fattori che stanno contribuendo a fare della city logistic un vero e proprio fattore critico di insuccesso vi sono lo sviluppo dell’assistenza post-vendita, della reverse logistics (recupero di imballaggi o prodotti obsoleti dai punti di destinazione finali) e dell’e-commerce.
Il commercio elettronico in particolare è quello che sembra soffrire maggiormente delle inefficienze della logistica cittadina. L’impatto dei costi di consegna per gli acquisti on-line è infatti tuttora molto elevato. Le transazioni si concentrano così sugli acquisti di prodotti a più alto valore aggiunto, in grado di assorbire l’incidenza del costo di trasporto, limitando la crescita dell’intero comparto.
In un contesto di centri cittadini intasati va da sé che tale situazione è ben oltre il limite della sostenibilità.
L’ottimizzazione della distribuzione urbana diventa quindi elemento fondamentale per rispondere alle richieste del mercato, migliorare l’efficienza nel trasporto e ridurre l’impatto ambientale. Oltre alla riduzione dei costi e al miglioramento delle performance del servizio, la questione ambientale è un altro snodo centrale del problema.
Emerge, quindi, la necessità di sviluppare un adeguato sistema di trasporto dei veicoli commerciali leggeri che, operando in condizioni di efficienza e in maniera efficace e veloce, garantisca ai consumatori un miglior servizio, soddisfi le loro esigenze e allo stesso tempo rispetti l ambiente che è un patrimonio comune che non può soccombere all esigenze del mercato.
Il nodo cruciale del sistema su cui intervenire sta proprio nel tragitto del primo e dell’ultimo miglio nelle aree urbane, carico allo stato attuale di esternalità negative.

La soluzione è una sola: ottimizzare la distribuzione concentrandola quanto più possibile su canali condivisi e professionali.

A partire dai dati e dagli obiettivi e linee guida definiti in ambito europeo per una mobilità urbana sostenibile – inclusi i finanziamenti stanziati per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di trasporto e logistica innovative – sono stati individuati tre ambiti differenti di possibile sperimentazione:
– La progettazione di nuove soluzioni per il layout dei veicoli tradizionali (mezzi pesanti che possano trasportare container). La modularità delle opportunità di carico sembra costituire una linea di sviluppo necessaria per i veicoli destinati a servire il settore della logistica urbana nei prossimi anni. Rendere i veicoli flessibili, e quindi maggiormente idonei ad essere inseriti in catene intermodali, è una sfida che appartiene già al presente, sia per il crescente ruolo dei flussi di merci che, percorrendo lunghe distanze, giungono in prossimità dei centri urbani col modo ferroviario, sia per il crescente utilizzo di veicoli alternativi (cargo-bike e road-train elettrici) che già in diverse realtà cittadine effettuano le consegne dell’ultimo miglio.
– La dotazione di equipaggiamenti/dispositivi aggiuntivi: al fine di agevolare la tracciabilità di merci e veicoli, la limitazione delle emissioni nocive e l’incremento dei livelli di sicurezza, sia di tipo attivo che passivo
– Nuove tecnologie di trazione migliorative dal punto di vista delle emissioni inquinanti rispetto ai veicoli diesel tradizionali (veicoli ibridi, elettrici, a metano etc.)
– Si prevede la necessità di incrementare la quota di veicoli elettrici (includendo anche i cosiddetti fuel-cell, sebbene ancora lontani da livelli di produzione di massa) e ibridi, anche avvalendosi delle tecnologie più avanzate e affidabili in materia di refrigerazione dei vani merci, settore, quest’ultimo, al momento caratterizzato da notevoli maggiori criticità. In questo contesto di crescente elettrificazione dei mezzi, diventerà sempre più cruciale lo sviluppo di sistemi efficienti di ricarica e di conservazione dell’energia (ESSs in generale, batterie e accumulatori di energia).
NUOVI SISTEMI DI COMUNICAZIONE
Attualmente l’ultimo miglio può essere soggetto a ritardi inattesi e inevitabili che causano frustrazione ai consumatori. La tecnologia offre strumenti efficaci per l’invio di messaggi automatici associati al GPS quando il camion giunge a una certa distanza dalla destinazione, ma non sempre viene sfruttata al meglio. “Molto spesso i clienti possono tracciare il pacco fino al deposito, poi lo perdono di vista nel tragitto dal deposito all’indirizzo di consegna finale,” dice Nizam Sacranie, proprietaria di una catena di discount nel Leicestershire, nel Regno Unito, che sta studiando nuove formule di consegna a domicilio. “Comunicando con i clienti nell’ultima fase del viaggio, non solo saranno sempre aggiornati su eventuali ritardi, ma eviteranno anche di schiacciare un pisolino o fare qualcosa che impedisca loro di sentire il campanello quando arriva la consegna.”
Il mondo digitale connesso offre sempre nuove opportunità di creare valore aggiunto con le comunicazioni nell’ultimo miglio della supply chain. Applicando etichette RFID, i pacchi stessi potrebbero comunicare tramite wifi e antenne di telefonia mobile, mentre un approccio omnicanale consentirebbe di comunicare su tutti i canali a disposizione dei consumatori. Ad esempio, aziende come UPS negli Stati Uniti e DHL in Germania offrono ai clienti la possibilità di cambiare l’orario e il luogo della consegna mentre i pacchi sono in viaggio, tramite Internet o un’app su cellulare.
“I consumatori non vogliono orari e modalità di consegna rigidi,” si legge nel rapporto Omni-channel Logistics pubblicato dalla società tedesca di logistica DHL Consumer Solutions ” Innovation e da IDC Manufacturing Insights, società internazionale di ricerche di mercato in campo informatico con sede negli USA. “I consumatori chiedono flessibilità anche nei canali di comunicazione oltre il web e le app. Vogliono lo stesso livello di accesso e interazione tramite WhatsApp, Vchat e altri canali non strutturati. Per i fornitori di servizi logistici e il retail, la sfida è creare e mantenere una vista unificata di tutti i canali di servizio alla clientela, per consentire una comunicazione completamente integrata e trasparente.”
MESSAGGIO CHIARO
I cittadini non possono pagare le inefficienze del mercato, lo stato deve intervenire per difendere il patrimonio ambientale prima che sia troppo tardi.
Il comune di Brescia deve creare una società partecipata che gestisca una struttura di interscambio alle porte del centro urbano, in questo spazio attrezzato i vettori nazionali e internazionali potranno affidare la merce che trasportano a veicoli non inquinanti che provvederanno alla consegna entro il perimetro urbano, fornendo un dupplice risultato:
– agli operatori e ai loro clienti un servizio più razionale, efficiente ed economico.
– ai cittadini un traffico ridotto, meno inquinamento, posti di lavoro e una società capace di generare utili e guadagni.
Questa è una sfida che non riguarda il futuro ma il presente, il tempo delle decisioni importanti è questo, voltarsi e far finta di niente è un privilegio che nessuno di noi può più permettersi perché o siamo parte del cambiamento o presto saremo parte del problema.